Apache è probabilmente il più diffuso server HTTP, se siete curiosi potrete trovare in rete tantissima documentazione (partite comunque dal sito ufficiale).
Per installarlo è sufficiente aprire un terminale e, dando per scontato che siete abilitati all’uso di sudo, digitare:

$ sudo apt-get install apache2 apache2-mpm-prefork

Vi verrà chiesto di inserire la password del vostro account, quindi di confermare la scelta di voler installare i pacchetti selezionati.

Se non potete usare sudo, dovrete diventare utente root digitando solo su, quindi inserire la password di root e successivamente dare il comando per installare Apache2.

Come già detto, uno dei vantaggi di apt è che le eventuali dipendenze verranno risolte automaticamente: quando cercheremo di installare un programma, apt andrà ad installare anche tutti quei pacchetti che sono necessari al corretto funzionamento del software da noi voluto. Verranno inoltre elencati dei pacchetti “opzionali” che potreste volere a corredo, ma che non sono indispensabili.

Completata l’installazione, Apache2 sarà già perfettamente funzionante con la configurazione di base.

Potrete personalizzare molti aspetti del web server, dalla cartella in cui saranno depositati i files dei vostri siti fino ai Virtual Hosts ecc. ma al momento vi basti sapere che:

  • I files di configurazione sono contenuti nella cartella /etc/apache2/
  • La cartella usara come webroot è /var/www/

Fatte queste precisazioni, possiamo testare il web server appena installato aprendo il browser e visitando l’indirizzo http://localhost/ o l’indirizzo della rete locale (es. http://192.168.0.27) o ancora all’indirizzo http://127.0.0.1 (indirizzo di loopback). Questi sono tutti indirizzi che normalmente puntano al webserver appena installato.

Se l’installazione è andata a buon fine, dovreste poter visualizzare la pagina di default che contiene semplicemente la scritta It works!. Adesso siamo certi che Apache funziona correttamente sulla nostra Debian.